Rimozione di COV durante la produzione di coperture bituminose

Il bitume è ampiamente utilizzato come materiale di copertura, specialmente per i tetti piani. Ottenuto dal petrolio greggio, è apprezzato per le sue proprietà sigillanti e anti-intemperie.

Tuttavia, quando il bitume viene riscaldato fino a raggiungere la forma liquida durante il processo di produzione, rilascia composti organici volatili (COV) come gli idrocarburi, che possono sviluppare odori fastidiosi per chi vive nelle vicinanze.

Problema

Una primaria azienda del settore possiede uno stabilimento in Germania per la produzione di coperture bituminose. Il limite di emissioni di COV ammesso è fissato a massimo 20 mgC/m³.

Nel reparto di produzione, il bitume viene riscaldato a 160-200˚C e poi versato negli stampi per la realizzazione delle lastre. Le cappe di estrazione aspirano l'aria contenente i fumi di bitume per il trattamento.

Per purificare le emissioni l'azienda aveva installato uno scrubber a umido. Tuttavia, gli idrocarburi contenuti nel bitume non sono solubili in acqua e i tentativi di agevolarne la rimozione con l'aggiunta di alcuni agenti chimici si sono dimostrati solo parzialmente efficaci.

Dopo aver conosciuto DESOTEC alla IFAT, fiera tedesca per le tecnologie ambientali, l'azienda ci ha chiesto se la nostra tecnologia sarebbe risultata efficace per la loro situazione. Dopo opportune valutazioni, abbiamo concordato di realizzare un progetto pilota.

Soluzione

Abbiamo montato un piccolo filtro AIRCON 200 in un flusso d'aria di 100 m3/h. La portata totale nel capannone di produzione è di 20.000-40.000 m3/h, quindi se il progetto pilota avesse avuto successo, avremmo dovuto aumentare la capacità filtrante da 200 a 400 volte.

Abbiamo adottato un processo in due fasi per misurare il risultato. La prima prevedeva un semplice test olfattivo dell'aria trattata in uscita, mentre nella seconda fase, abbiamo sfruttato il rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID) già installato dal cliente.

Come previsto, abbiamo scoperto che il carbone attivo fresco nei nostri filtri assorbiva tutti i composti all'inizio del progetto pilota. Man mano che i letti filtranti diventavano più saturi, abbiamo rilevato basse concentrazioni di idrocarburi nel flusso trattato.

Sulla base di questo risultato abbiamo potuto stabilire la durata di ogni filtro e analizzare il carbone esausto, per capire la quantità di inquinamento assorbito. Siamo giunti alla conclusione che l'AIRCON V-XL, il nostro filtro standard grande, sarebbe stato il modello adatto come soluzione a lungo termine.

Tuttavia, il cliente voleva evitare lo sfondamento del filtro, per cui abbiamo deciso di installare un secondo filtro in serie come back-up. In questo modo, il primo filtro può saturarsi del tutto prima di essere sostituito, riducendo il consumo di carbone e i costi di esercizio.

Durante lo sviluppo del progetto, il cliente ha deciso di includere un ulteriore flusso di emissioni nell'installazione. Il progetto finale prevedeva quindi due filtri AIRCON V-XL in serie.

In questo stabilimento la produzione viene variata per soddisfare la domanda, aumentando le ore in primavera e in estate, riducendole in autunno e chiudendo del tutto nel periodo invernale. Il carbone attivo è ideale per una produzione discontinua, in quanto può essere semplicemente messo in stand-by senza costi, fino al riavvio della produzione.

Risultati

L'impianto su larga scala è entrato in funzione all'inizio della primavera del 2020. Finora non sono stati riscontrati odori dopo il trattamento e nessuno segno di sfondamento del carbone, a dimostrazione del fatto che il sistema funziona in modo efficace.

La realizzazione di questo imponente progetto ha richiesto tre anni di lavoro in totale dall'implementazione dell'impianto pilota, alla pianificazione, progettazione e costruzione dell'opera finale. La nostra fornitura comprendeva le opere di canalizzazione, i ventilatori e l'impianto elettrico di comando: un'installazione che ha richiesto la cooperazione di cinque o sei aziende. Per progetti di portata più ridotta, possiamo fornire soluzioni di filtrazione mobili installabili in poche settimane.

Gli addetti alla manutenzione dell'impianto apprezzano il fatto che la sostituzione dei filtri sia gestita dai tecnici DESOTEC e che, grazie a un impianto a doppio filtro, non sia necessario arrestare la produzione durante questa operazione.

Contatta DESOTEC oggi

Le soluzioni di filtrazione a carboni attivi DESOTEC sono efficaci nel trattamento delle emissioni sia su piccola che su vasta scala.

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Presso gli impianti produttivi di DESOTEC, tutto il carbone attivo utilizzato viene analizzato in modo da poter prendere le giuste misure per la manipolazione e la rimozione del carbone esausto dai filtri mobili. Tutte le molecole che sono state adsorbite dal carbone attivo presso il sito del cliente, vengono desorbite all'interno dei forni di riattivazione DESOTEC. Questi contaminanti sono poi completamente distrutti, in conformità con la legislazione nazionale ed europea, mediante un impianto di combustione e neutralizzazione. L'intero impianto e le sue emissioni sono costantemente monitorati in linea, il che garantisce l'uscita dal camino solo di innocuo vapore acqueo.