Un’azienda in rapida espansione, produttrice di materie plastiche, decide di investire nella purificazione dell’aria

La crescita implica in modo quasi inevitabile il dover affrontare problemi legati alla crescita stessa. Per un fornitore tedesco nel settore farmaceutico questo ha significato dover rispettare standard di emissione più rigorosi da parte della pubblica amministrazione. L'azienda cercava e ha poi trovato una soluzione per ridurre il livello di emissioni COV. Due filtri Aircon V-XL di Desotec assicurano che l’azienda si mantenga senza problemi al di sotto dei limiti stabiliti.

L'azienda produce componenti di plastica per l'industria farmaceutica. La continua crescita ha reso necessario per il produttore di materie plastiche investire in una sostanziale espansione - quasi il doppio - della produzione. Produrre di più significa anche un livello di emissioni maggiore. In passato l'azienda è rimasta al di sotto delle norme sulle emissioni COV, (composti organici volatili) come etanolo e isopropanolo e non si rendeva necessario un trattamento delle emissioni. L'aumento della produzione ha costretto l'azienda ad entrare nel mercato per questo motivo.

L’ossidazione termica rigenerativa (OTR) non è vantaggiosa

Dopo aver sentito il parere di una società di consulenza esterna, potevano essere prese in considerazione due soluzioni. La prima opzione era l'ossidazione termica rigenerativa (OTR). Dal momento che il processo di produzione del cliente è discontinuo e la concentrazione di COV non era abbastanza elevata per un’efficienza ottimale dell'OTR, l’azienda ha optato per una filtrazione a carboni attivi, alternativa che ha prodotto buoni risultati dal punto di vista tecnico e commerciale. La decisione di collaborare con Desotec è stata presa rapidamente: nessun altro fornitore in Germania può offrire un sistema di questo tipo.

Un’analisi approfondita dei flussi d'aria ha evidenziato che due filtri Aircon V-XL installati in serie sono la soluzione ideale per un volume inizialmente stimato tra 15.000 e 45.000 m³/h e che alla fine si è rivelato essere circa 20.000 m³/h. I flussi d’aria di tre punti di emissione sono centralizzati per un trattamento sui filtri mobili. Il primo fa la maggior parte del lavoro, il secondo si occupa soprattutto del polishing. Appena il primo filtro è saturo, il filtro polishing sostituisce il primo filtro e un nuovo filtro mobile sostituisce il secondo filtro.

L’impianto in serie è in uso da più di due anni e funziona molto bene. Inizialmente è stato necessario sostituire il filtro una volta al mese, ma il cliente è riuscito a ottimizzare i processi produttivi e a ridurre le emissioni COV. Questo significa che ora è sufficiente sostituire il filtro due o tre volte all’anno. Di conseguenza, l’azienda può facilmente rimanere al di sotto del limite di 50 mg C/m³ ed è quindi molto soddisfatta della soluzione scelta. Questo ha recentemente portato alla stipula di un nuovo contratto per due anni.